Dieta Italiana la più sana
Dieta italiana la più sana. C'è anche la rima ;-)Belle le notizie che arrivano in questi ultimi giorni e che dicono quanto mangiare mediterraneo faccia bene.
In parte lo sapevamo già. Sapevamo che aiuta il buonumore, che è sicura e che condiziona in positivo il nostro star bene.
E' comunque importante ricordare che una dieta complessivamente equilibrata non è altro che il frutto di una sana alimentazione quotidiana.
Ma la dieta dello studente? funziona?

A dire la verità non esiste una dieta dello studente vera e propria, così come non esiste una dieta per l’architetto o quella per la donna in carriera.
Esiste, questo sì, la grande possibilità di garantirsi un livello costante di nutrienti nel sangue che aiutano il buon funzionamento del cervello e ci preservano da stanchezza e deconcentrazione. Il cervello rappresenta il 2% del nostro peso corporeo ma consuma circa il 20% delle calorie che ingeriamo ogni giorno. Per nutrire la mente e avere la giusta dose di energia è quindi indispensabile il glucosio e seguire poche regole:
Dieta varia: cibi proteici come carne, pesce, latte, formaggi, uova e legumi ma anche verdure a foglia larga e frutta di stagione.Spuntini frequenti. Alimenti ricchi di antiossidanti come noci, salmone o kiwi. Pasti regolari e leggeri. Prediligi acqua e non eccedere nel caffè.
Oltre l’educazione alimentare e le diete, una raccomandazione in più: anche se abbiamo poco tempo sarà bene non rinunciare al sonno che è fondamentale per il buon funzionamento delle cellule nervose e all’esercizio fisico regolare i cui effetti benefici si manifestano in particolare contro la mancanza di concentrazione e senso di spossatezza che può arrivare e che sapremo meglio gestire.
Sette miti da sfatare sulle diete

Se vuoi mangiare sano, fai piazza pulita delle leggende. “Bistecca contro l’anemia. Tanto pesce se sei smemorata. Niente grassi per perdere peso”... Non bisogna credere a tutto!
Quante informazioni sbagliate riceviamo in un giorno…
Frutto di credenze popolari, ma non solo: la divulgazione medica non è sempre affidata agli esperti, e l’approfondimento a volte manca anche da parte dei divulgatori più motivati. Nascono quindi convinzioni che, mischiate alla saggezza popolare che non sempre è attendibile come vorremmo, confondono le idee.
Per chi segue le diete, e non solo, un breve elenco di “certezze” sulle quali varrebbe forse la pena riflettere.
La pasta non va mai abbinata alla carne: recenti studi hanno dimostrato che questa affermazione è falsa. Pare infatti che se nello stesso pasto vengono abbinati i principali gruppi nutritivi (carboidrati, grassi, proteine) sia facilitato anche il metabolismo.
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Il pesce fornisce fosforo utile alla memoria: non è il fosforo ad aiutare la memoria, ma le vitamine B2 e B12, che si trovano in spinaci, broccoli, uova, carne e derivati del latte.
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La frutta fresca non va mangiata a fine pasto: la frutta a fine pasto può provocare gonfiore solo se associata a un pranzo abbondante o a problemi di coliti.
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La carne rossa combatte l’anemia: tutte le carni, anche quelle bianche, combattono l’anemia perché contengono ferro. La differenza di colore tra i vari tipi di carne dipende semplicemente dalla percentuale di mioglobina, una proteina che serve a ossigenare i muscoli.
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Lo zucchero di canna ha meno calorie di quello bianco: la differenza di calorie è davvero minima (362 calorie ogni 100g di zucchero di canna, 392 per quello bianco). Però lo zucchero di canna contiene più vitamine e minerali, che vengono poi persi nel processo di raffinazione di quello bianco.
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I cibi integrali sono più leggeri: basta leggere l’etichetta per accorgersi che questa affermazione è falsa. In più, nei prodotti da forno come biscotti o crackers, vengono aggiunti zuccheri e grassi per renderli più gustosi.
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Per dimagrire bisogna abolire i grassi: in realtà i grassi aiutano il nostro corpo ad assorbire molte vitamine. Ogni giorno andrebbero assunti almeno 2 o 3 cucchiai di olio.
fonte: diete
Diete bianco-verdi per il cuore
Pressione alta? Usa meno sale.
E dimagrisci.
Sono le frasi che chiunque soffra di ipertensione si sente ripetere ormai da tutti e non solo dai medici. E visto che di questa patologia - che secondo l’Oms causa da sola la metà delle malattie cardiovascolari nel mondo - soffre un italiano su quattro, la "dieta" anti-ipertensione dovrebbe interessare circa 15 milioni di persone.
Riduzione del peso - se in eccesso - e del sale restano le precauzioni fondamentali, ma non sono le sole.
E una volta tanto l’accento cade non solo sugli alimenti da proibire, ma su quelli da consigliare: così affermano gli esperti su Hypertension, pubblicazione dell'American Heart Association, nel recente documento «Approcci dietetici per prevenire e trattare l'ipertensione».
Al primo posto, tra i consigli, quello di aumentare il quantitativo di potassio mangiando più frutta e verdura che, per altro, apportano anche molte altre sostanze utili. Raccomandazione che vale, però, solo per chi non ha problemi di funzionalità renale: nei nefropatici, infatti, l’eccessiva assunzione di potassio può costituire un problema...
Guida Diete sostiene l'Obesity Day
LE 4 STAGIONI DELLA SALUTE
"Lascia che il cibo sia la tua medicina"
Ippocrate
Si chiama "Le quattro stagioni della salute" la nuova campagna di Coldiretti in collaborazione con l'Istituto Oncologico Romagnolo per la promozione dei prodotti agroalimentari romagnoli e l'incentivazione ad una buona educazione alimentare.
Il progetto che consiste in un piano integrato di comunicazione e di iniziative per la promozione di una cultura alimentare fondata sulla stagionalità dei prodotti è patrocinato da Regione Emilia Romagna, Province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini e sarà realizzato con il contributo del Consorzio Agrario interprovinciale di Forlì-Cesena e Rimini, della Camera di Commercio di Forlì-Cesena e della Provincia di Rimini.
Frutta e verdura sono cibi fondamentali per la nostra salute e le ricerche confermano che sono indispensabili per garantire una corretta prevenzione dei tumori.
La campagna "Le quattro stagioni della salute", ideata dall'agenzia di comunicazione Aquacalda, ha l'obiettivo di promuovere tra i consumatori alcuni prodotti agricoli locali di particolare gusto e tradizione, di fornire loro informazioni chiare su ciò che viene messo sulle nostre tavole evidenziando l’importanza di distinguere l’origine del prodotto, di accrescere il consumo di frutta e verdura aumentando la consapevolezza del legame tra una dieta salutare e la riduzione del rischio tumori
La Dieta Mediterranea Vince!
Il regime alimentare tipico della dieta mediterranea, ricco di frutta, verdura, cereali, legumi e pesce, che comprende un consumo moderato di alcol, carne rossa e formaggi, è stato più volte associato a una riduzione del rischio cardiovascolare. Secondo un nuovo studio, condotto in Spagna e pubblicato sugli Annals of Internal Medicine, la dieta mediterranea sarebbe più efficace di un altro tipo di dieta povera di grassi, nel proteggere da patologie cardiovascolari. L’indagine ha coinvolto quasi 770 individui, tra uomini e donne, di età compresa tra i 55 e gli 80 anni, che fossero affetti da diabete di tipo 2 e/o presentassero uno o più fattori di rischio per patologie cardiache e ictus: abitudine al fumo, ipertensione, situazione di sovrappeso o obesità.
Al termine dello studio coloro che avevano seguito una delle due diete mediterranee hanno mostrato un aumento dei livelli del colesterolo HDL (colesterolo “buono”) e una diminuzione della pressione arteriosa e della glicemia, mentre chi consumava la dieta povera di grassi non ha mostrato alcun cambiamento significativo degli stessi parametri a parte il drastico declino del colesterolo HDL. Inoltre, negli uomini e nelle donne che nel regime dietetico mediterraneo utilizzavano l’olio d’oliva come fonte principale di grassi, è stata evidenziata una netta riduzione dei livelli plasmatici di proteina C-reattiva, un marker infiammatorio associato al rischio cardiovascolare.
Questo studio non rivela quale tra le due fonti di grassi (olive o noci e nocciole) sia la migliore: probabilmente i migliori benefici si ottengono includendole entrambe all’interno di una dieta salutare.
Effects of a Mediterranean-style diet on cardiovascular risk factors: a randomized trial - Estruch R et al.
Ann Intern Med. 2006 Jul 4;145(1):1-11






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