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Tè verde, elisir di giovinezza

di luisam (17/08/2006 - 22:03)

L'elisir di giovinezza per il cervello? Bere regolarmente tè verde.

La bevanda di origine orientale, oramai diffusa in tutto il mondo, sembra infatti capace di allontanare anche malattie tipiche dei 'capelli bianchi', come Alzheimer e Parkinson.

 A promuovere a pieni voti il tè verde è uno studio condotto su oltre 1.000 giapponesi over 70. ''Più tazze di tè si bevono, minore è la perdita delle facoltà cognitive. E nelle foglie della bevanda ci sono anche alcuni componenti che sono in grado di proteggere le cellule cerebrali dai danni tipici delle malattie neurodegenerative'', commentano sull'American Journal of Clinical Nutrition i ricercatori dell'università di Tohoku, nel Paese del Sol Levante.

Le conclusioni spiegherebbero le insolite percentuali, particolarmente basse, di forme di demenza senile in Giappone dove, da secoli, il tè verde è un rito oltre che una piacevole abitudine. ''Bastano due o più tazze di tè verde al giorno per vedere dimezzate, rispetto a chi beve solo tre tazze alla settimana, le percentuali di incidenza di problemi mentali legati all'invecchiamento''.

E i benefici sono evidenti ''a prescindere'' da altri fattori tra cui la dieta, l'esercizio fisico o il fumo.

 

 

 

La Dieta Mediterranea Vince!

di luisam (27/07/2006 - 17:02)

Il regime alimentare tipico della dieta mediterranea, ricco di frutta, verdura, cereali, legumi e pesce, che comprende un consumo moderato di alcol, carne rossa e formaggi, è stato più volte associato a una riduzione del rischio cardiovascolare. Secondo un nuovo studio, condotto in Spagna e pubblicato sugli Annals of Internal Medicine, la dieta mediterranea sarebbe più efficace di un altro tipo di dieta povera di grassi, nel proteggere da patologie cardiovascolari. L’indagine ha coinvolto quasi 770 individui, tra uomini e donne, di età compresa tra i 55 e gli 80 anni, che fossero affetti da diabete di tipo 2 e/o presentassero uno o più fattori di rischio per patologie cardiache e ictus: abitudine al fumo, ipertensione, situazione di sovrappeso o obesità.


Al termine dello studio coloro che avevano seguito una delle due diete mediterranee hanno mostrato un aumento dei livelli del colesterolo HDL (colesterolo “buono”) e una diminuzione della pressione arteriosa e della glicemia, mentre chi consumava la dieta povera di grassi non ha mostrato alcun cambiamento significativo degli stessi parametri a parte il drastico declino del colesterolo HDL. Inoltre, negli uomini e nelle donne che nel regime dietetico mediterraneo utilizzavano l’olio d’oliva come fonte principale di grassi, è stata evidenziata una netta riduzione dei livelli plasmatici di proteina C-reattiva, un marker infiammatorio associato al rischio cardiovascolare.

 

Questo studio non rivela quale tra le due fonti di grassi (olive o noci e nocciole) sia la migliore: probabilmente i migliori benefici si ottengono includendole entrambe all’interno di una dieta salutare.

Effects of a Mediterranean-style diet on cardiovascular risk factors: a randomized trial  - Estruch R et al.
Ann Intern Med. 2006 Jul 4;145(1):1-11

 

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